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    Un altro tour da dimenticare: Rasmussen si ritira

    Ennesimo duro colpo alla credibilità del Tour de France e più in generale del mondo del ciclismo.
    Michael Rasmussen, attuale maglia gialla, si è ritirato dalla corsa dopo essere stato accusato dalla sua squadra, la Rabobank, di aver più volte mentito sulla sua reperibilità (indispensabile per i controlli antidoping a sorpresa) nel corso del mese di Giugno.

    Neanche le forze dell'ordine francesi, recatesi ieri sera nel suo hotel per interrogarlo, lo hanno trovato.
    A incastrarlo sembra essere stato proprio Davide Cassani, ex ciclista ed attuale commentarore televisivo per la Rai, ammettendo di averlo incontrato in Italia quando il danese aveva comunicato di essere in Messico.

    L'Unione ciclistica internazionale lo aveva già ammonito due volte per aver comunicato indirizzi sbagliati dei suoi allenamenti.
    Inevitabili i fischi alla fine della tappa del Col d'Aubisque.
    Anche gli appassionati non ne posono più.

    Ed ora si rischia la radiazione del ciclismo dagli sport olimpici.
    Lo spirito di Coppi e Bartalani sembrano essere vivo solo nei filmati in bianco e nero del dopoguerra...

    via | MSN Sport

    Ciclismo, caso doping:assolto Petacchi, Vinokurov positivo

    Il ciclismo vive un momento davvero difficile.
    Dopo i numerosi casi di doping accertati, nei quali riantra purtroppo anche il varesotto Ivan Basso, ulteriori novità, stavolta anche in positivo, riguardano il fantastico mondo delle due ruote.

    Alessandro Petacchi esce fuori pulito dall'accusa per uso di salbutamolo.
    Ecco il testo della Commissione Disciplinare che ha assolto il velocista: "Nell’ambito della seduta disciplinare, svoltasi a Roma presso gli uffici della Federazione Ciclistica Italiana, la Commissione Disciplinare, al termine della Camera di Consiglio, ha assunto la seguente decisione: proscioglimento dell’atleta dalle contestazioni di cui all’atto di deferimento.
    La commissione ha ritenuto provata l’assunzione del farmaco salbutamolo a fini terapeutici e per via inalatoria, circostanze queste che non concorrono a integrare la violazione delle vigenti normative antidoping".
     
    Le parole di Alessandro: "E' una delle più belle vittorie della mia vita. Non auguro a nessuno di soffrire quello che ho sofferto io perché è stata la più brutta esperienza dalla mia vita. Ho sempre creduto di non aver fatto niente e ora esco a testa alta. Questa decisione dimostra che da un lato la lotta al doping è giusta e che dall'altra la situazione è molto migliorata".

    Intanto la Procura del Coni non demorde e annuncia ricorso.
    Ma nel frattempo il Tour de France ripiomba nel baratro.
    Per il kazako Alexandre Vinokourov, vincitore di due tappe in questa edizione, è emersa la presenza di due gruppi di globuli rossi diversi nelle analisi del sangue e quindi il ricorso all'emotrasfusione.
    Davvero un brutto periodo per uno degli sport più amati dagli italiani.
     
    via | MSN Sport

    Operation Puerto: Ivan Basso confessa

    Ivan BassoDietrofront del fuoriclasse italiano.
    Ivan Basso, escluso lo scorso anno dal Tour de France in seguito all'indagine spagnola sul doping denominata "Operation Puerto", ha deciso di vuotare il sacco, presentandosi spontaneamente presso la procura del CONI.
    "Su spontanea presentazione, è stato nuovamente ascoltato l'atleta Ivan Basso, il quale ha ampiamente ammesso le proprie responsabilita' relative all'Operation Puerto e ha fornito la massima collaborazione per chiarire i fatti relativi al suo coinvolgimento."
    Tutto cominciò nel febbraio 2006 per poi esplodere in maniera dirompente nel maggio seguente.
    In particolare fu per primo il team Liberty Seguros ad essere accusato di praticare autoemotrasfusione sotto "consiglio" del medico Eufemiano Fuentes.
    Poi l'inchiesta si allargò a macchia d'olio coinvolgendo personaggi ancora più importanti tra i quali Jan Ullrich e lo stesso Ivan Basso.
    Ben sette sarebbero le sacche di sangue seequestrate appartenenti al ciclista varesino. 
    C'è poco da dire. Sembra proprio che lo sport abbia da anni perso i propri valori.
    L'importante è vincere, a qualsiasi costo, con qualsiasi mezzo...

    via | MSN Notizie

    Floyd Landis e il Tour 2006 sempre peggio...

    Sempre più fosche le nubi che si addensano sul principe del Tour Floyd Landis.

    Secondo il New York Times, nel secondo test, da non confondee con le controanalisi, delle urine del vincitore del Tour emergerebbero tracce di testosterone sintetico.

    Landis è risultato positivo ai test antidoping effettuati al termine della 17a tappa della Grande Boucle dove si andò a prendere la maglia gialla aggiudicandosi praticamente in solitaria la frazione di montagna più dura di tutto il Tour. Mentre però nel primo dei due campioni analizzati il livello di testosterone era si superiore al consentito, ma comunque naturale, nelle seconde analisi, basate sugli isotopi del carbonio emergerebbe testosterone proveniente da attività chimica di sintesi.

    Come già scritto negli scorsi giorni, lo scandalo è ancora più grave se si pensa che il nostro Ivan Basso è stato escluso dal Tour sulla base di un semplice "sospetto" di doping. Possibile, come dicono i maligni, che ci fosse un piano preciso per allontanare gli avversari dell'americano e creare così un secondo fenomeno in stile Armstrong che tanto è piaciuto ai francesi bnegli scorsi anni?

    Foto | MSN Sport - © Eurosport
    Via | MSN Sport

    Landis dopato? Bufera sul Tour de France

    Landis Immagine MSN Sport - © Eurosport
    La direzione del Tour de France ha accolto con "collera" e con "tristezza" la conferma delle contro analisi sulla positività all'antidoping del vincitore del Tour appena concluso, l'americano Floyd Landis.
    Colui che era già stato incensato come erede di Armstrong, ribattezzato come "DisneyLandis" e "PinkFloyd" sembrava dovesse davvero ripetere le imprese del suo illustre predecessore.
     
    E invece le notizie che ci giungono fanno intravedere loschi scenari di medicinali dopanti distribuiti in compresse o per iniezione. Ma come, ci chiediamo noi, i farmacisti sono contrari alla liberalizzazione dei farmaci da banco per paura che la gente possa impasticcarsi, ed i ciclisti riscono a trovare farmaci come fossero caramelle Zigulì?
     
    Il Tour è infangato per l'ennesima volta e crediamo non sarà l'ultima. Peccato, perchè il nostro Ivan Basso, forse l'unico che avrebbe potuto contrastare Landis, è stato fermato prima del via per "presunti" problemi di doping. Sottolineiamo il "presunti", perchè il suo nome non è mai stato fatto a livello ufficiale. Per Basso è bastato il "sospetto" mentre per Landis si è dovuti arrivare a test e controanalisi.
     
    Se dovesse essere provata l'innocenza di Basso e il doping di Landis, crediamo che la federazione internazionale dovrebbe intervenire pesantemente sulle scelte fatte dalla dirigenza di questo Tour, in maniera limpida ma definitiva.
     
    Foto | MSN Sport - © Eurosport